Push the Button – The Chemical Brothers
Dopo la raccolta dei loro migliori successi, ed un precedente album che non può certo venire definito un capolavoro, i fratelli chimici sono ritornati in scena con un nuovo progetto, “push the button”. Ricordate i beat aggressivi ed i suoni acidi dei loro primi album? ricordate l’elettronica e le sperimentazioni di “surrender”? hey boy hey girl è stato per voi un vero e proprio tormentone?
Bene, rimiscelate tutte queste sonorità con un sound vecchio ma nuovo e fresco, ricco di contaminazioni hip hop, r&b, funk, electro-pop, aggiungete qualche tocco di “oriente” e soprattutto tanta classe ed otterete push the button!
Quando ebbi modo di ascoltare il promo del primo singolo Galvanize, rimasi deluso, perchè mi aspettavo il loro solito album “potente”, molta elettronica, loop insistenti, slogan incisivi, ma non è stato così.
In “push the button” possiamo notare una vera e propria maturità artistica, che Tom Rowlands and Ed Simons, in arte “Chemical Brothers” (precedentemente furono i Dust Brothers), hanno raggiunto in quasi 15 anni di carriera musicale. L’album gode di una elaborata e complessa ricerca dei suoni e di un arrangiamento impeccabile, non è il classico album pop che vuole raggiungere le vette delle classifiche per la sua facilità d’ascolto. Se otterrà un notevole successo sarà per via del suo “spessore”.
Per poter godere in pieno le sonorità che i fratelli offrono, dobbiamo ascoltare diverse volte il loro lavoro, iniziare dalla prima traccia e giungere sino alla fine, senza interruzioni, rimandare all’inizio e ascoltare nuovamente, nei momenti di pausa studio, durante la preparazione dei pranzi, durante le nostre letture preferite.
L’album in generale gode di particolarità che vanno gustate lentamente, come un buon bicchiere di vino. L’unica pecca, notevole ed evidente, è che in questo loro nuovo lavoro abbiano voluto un pò “autocelebrare loro stessi”. Infatti, noteremo la loro classica stesura: 1-2 brani da hit parade seguiti da qualche traccia pop, ed infine le 2-3 tracce “lento-melodiche” che chiudono l’album, sin dall’uscita di “exit planet dust” ma senza perderci in chiacchiere, iniziamo un’analisi dettagliata delle undici tracce;
La tracklist è la seguente:
1. Galvanize-Feat. Q-Tip
2. The Boxer-Feat. Tim Burgess
3. Believe-Feat. Kele Okereke
4. Hold Tight London-Feat. Anna Lynne
5. Come Inside
6. The Big Jump
7. Left Right-Feat. Anwar Superstar
8. Close Your Eyes-Feat. The Magic Numbers
9. Shake Break Bounce
10. Marvo Ging
11. Surface To Air
here we go!
1. Galvanize-Feat. Q-Tip:
Questo è il singolo d’apertura che dall’inizio di gennaio viene ripetutamente mandato in onda dai networks internazionali. Melodia tipicamente orientale (il ritornello è stato campionato da una traccia di Najat Aatabu – Just tell me the truth) batterie imponenti e vocals impeccabili a cura del rapper Q-Tip (membro de “A tribe called quest”). A mio avviso questo brano rende molto di più in una sala da ballo, ascoltarlo insieme ad altra gente ad alto volume fa venire immediatamente voglia di ballare, mentre ascoltarlo in casa “limita” l’uforia dell’ascoltatore.
Il cantante, ripete slogan come: “world…the time has come to”, oppure “my finger…is on the button” che difficilmente riusciremo a dimenticare per un bel pò! Un pezzo fuori dai loro standard, ma sicuramente degno d’attenzione.
2. The Boxer-Feat. Tim Burgess:
Pezzo caratterizzato da un ritornello molto orecchiabile, da un break di batteria che ricorda vagamente Block Rocking Beats e da loop di piano ripetitivo. Nonostante abbia ascoltato questo pezzo diverse volte, non sono ancora riuscito a farmi una opinione: non ho ben capito se è un brano gradevole o semplicemente orecchiabile. Potrebbe essere un brano “quasi pop” se non fosse(fortunatamente) per i sintetizzatori che “movimentano” un pò la situazione un buon pezzo, ma non mi ha impressionato più di tanto.
3. Believe-Feat. Kele Okereke
In assoluto fra i miei pezzi preferiti dell’album: amo definirlo il singolo che affiancherà “hey boy hey girl”. Sicuramente il singolo più movimentato dell’album: vocals insistenti, ripetitivi, basso e sintetizzatori che ricordano la musica techno, ma la cassa “dolce” ne affievolisce quindi l’impatto. Non riesco assolutamente a non muovere la testa durante l’ascolto dei 7 minuti di questa traccia. É un continuo crescendo di parti vocali che insieme ai synths raggiungono proprio l’intento dei due fratelli: farci ballare senza sosta.
4. Hold Tight London-Feat. Anna Lynne
Brano dolce, melodico, che cresce un pò alla volta. Ottima scelta per i suoni e le armonie utilizzate: completa l’opera la voce calda di Anna Lynne (Trespassers Williams). Un pezzo da imparare a memoria e canticchiare durante i viaggi in auto.
5. Come Inside
Questo è ciò che intendevo con “autocelebrazione di loro stessi”. Ascoltando questa traccia il senso di dejavu non tarderà ad arrivare: BLOCK ROCKING BEATS. Giro di basso ripetitivo e break beat tipico dei fratelli chimici. La stesura del brano è quasi identica per tutta la sua durata, tranne un breve interludio a metà brano, che ricorda i film di kungfu orientali ma subito dopo il brano ritorna nella sua forma originaria: basso, jingle vocale ripetitivo e loop di batteria chemical. Un buon pezzo ma nulla di più.
6. The Big Jump
Brano molto ballabile, basato su una melodia particolarmente “orientale”. Carini i suoni in sottofondo e il campione vocale che si ripete lungo la stesura. Niente da aggiungere visto che questo brano non gode di particolari “finezze” dal punto di vista della composizione e della stesura.
7. Left Right-Feat. Anwar Superstar
Questa è una di quelle tracce che a mio avviso vanno gustate lentamente, ascoltate e riascoltate. Il mio primo impatto col pezzo, non è stato fra i migliori, lo snobbavo un pò ma ho avuto modo di ricredermi: la base è davvero ben fatta, scelta accurata dei campioni e ottimo rap a cura di Anwar Superstar (fratello di Mos Def). Left Right è una di quelle tracce di cui parlavo, in cui è ben evidente l’influenza Hip hop e kungfu movies che tanto influenzarono ai tempi d’oro dell’hip hop artisti come i Wu Tang Clan, Old dirty bastard etc. etc.
8. Close Your Eyes-Feat. The Magic Numbers
In tre parole: gran bel pezzo! Fra i miei preferiti nell’album (finisco quasi sempre i miei dj set con questo brano). Questo è il tipico sound lento-melodico al quale i Chemical Brothers ci hanno abituati: “la quiete dopo la tempesta”
É ormai una loro caratteristica: dopo brani spinti che fanno ballare, regalano qualche attimo di relax, sonorità da ascoltare ad occhi chiusi, abbranciando la propria donna, in un ambiente con poca luce, candele accese, questo è ciò che la canzone mi trasmette. Ovviamente si tratta di una opinione soggettiva, ma credo che ritenere questo pezzo “eccellente” sia una cosa oggettiva! Segnalo il reprise stupendo che comincia a sentirsi a circa 3 minuti e 20 e che cresce lentamente fin quasi il 5 minuto e raggiungiamo infine uno splendido outro arpeggio di chitarra e piano rhodes. Dedicate questo brano al vostro amore.
9. Shake Break Bounce
Ovviamente, terminato il momento di relax di “close your eyes” si ricomincia!
Shake break bounce è caratterizzato da suoni tipici delle melodie orientali: batteria e chitarra ritmica fanno pensare alle danzatrici del ventre. C’è poco da dire riguardo questo pezzo, va ascoltato e gustato: può piacere o no, nessuna via di mezzo.
10. Marvo Ging
Questo brano non mi ha particolarmente impressionato, è l’ennesimo plagio a loro stessi.
In ogni album dei Chemical Brothers possiamo trovare brani che si avvicinano a questo, più o meno diversi in quanto a stesura e groove, ma come concetto generale, identico.
11. Surface To Air
Hanno voluto concludere l’album con un gran finale: intro molto electro, crescita lenta e rilassante dei suoni di sottofondo, arpeggi ed accordi di chitarra ed organo molto orecchiabili e piacevoli, pad coinvolgenti, effetti sonori ipnotici e si arriva così al terzo minuto della canzone, inizia la batteria con un tempo 4/4 regolare, lentamente si arriva al 5 minuto, i suoni cominciano a scemare, resteranno solo la cassa ed alcune melodie di synth; un breve interludio e si riparte nuovamente per poi arrivare alla fine della canzone.
Chemical.
Traccia B-Side: Rize Up(contenuta nel singolo di Galvanize)
Melodia quasi in “scala arabica”, batteria ipnotica, chitarra ritmica che mantiene su un bel groove, synth semplice ma efficace, campioni vocali e vocoders molto azzeccati. Decisamente un’ottima b-side, peccato che non tutti avranno modo di ascoltarla.
Conclusione
Un album vicino al loro standard eppure molto lontano dalle loro abituali sonorità.Complessivamente, dovendogli dare un voto, lo reputerei poco più che sufficiente, solo 4-5 brani meritano davvero l’applauso, anche se nella sua totalità è un album che va gustato, la compagnia ideale per i vostri viaggi in auto.
a cura di Ciccilleju
shake break bounce è troppo bella
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